Della morte e dell’amore

Posted on 8 Feb 2012 in Vivere in armonia col mondo | 0 comments

No, non c’entra nulla con l’omonimo film, che peraltro nemmeno ho visto.
Semplicemente i due temi in questi giorni si sono casualmente accavallati nella mia quotidianità.

Inciso: Scrivo “casualmente” anche se sono ferma sostenitrice del fatto che nulla nella vita è casuale.
Semplicemente al momento ignoro il motivo per il quale oggi,
nello stesso istante,
mi è stato dato di pensare e provare emozioni contraddittorie.
Ed oltretutto proprio in giorni come questi, in cui ho il tempo e la pazienza di dare a questa cosa
il peso che forse, nell’economia della mia vita, essa merita.

Da otto anni convivo con due gatte: Zara e Maia, entrambe classe 2004.
I primi anni della loro vita li hanno passati in un appartamento del centro, osservando dal davanzale il fiume di gente che ogni giorno affolla via San Faustino.
Poi nel 2007 han deciso che non ne potevano più e mi hanno imposto di optare per una casa con giardino.
Scorrazzando per i vigneti della Franciacorta di fatto son rinate. O forse sarebbe meglio dire che hanno iniziato finalmente a far vita da gatte.
Ed il mio amore per loro è progressivamente e velocemente aumentato, in maniera direttamente proporzionale al mio rispetto per la loro specie animale.

Dal 2008, quasi esclusivamente in primavera, la casa si presta anche a ricovero. Di tutte le specie di uccellini che i due felini riescono a tramortire ma non ad ultimare.

Inciso: Roditori mai pervenuti vivi, per fortuna!

Due anni fa abbiamo salvato un passerottino caduto dal tetto, ancora completamente privo di piume: ha vissuto per un po’ in un secchiello, comodamente appollaiato su una boule, e poi tra il trespolino portaoggetti dell’Ikea ed una gabbietta lasciata in eredità da alcuni canarini dello zio.

A volare ha imparato in autonomia… noi abbiamo cercato di insegnargli a procurarsi il cibo da solo, mettendo la gabbietta aperta vicino ad alberi popolati da suoi simili.
Ma dalla sua casetta usciva mal volentieri: a volte lo liberavo forzatamente, lo lasciavo un paio d’ore all’aperto e poi tornavo a controllare.
Un fischio ed arrivava. Che emozione!

Un giorno non è più tornato.
Mi piace pensare che si sia sentito finalmente sicuro di andare, ma poi guardo le gatte e non posso fare a meno di odiarle.

In questi giorni ci ho pensato spesso, e loro lo sanno.
Maia, più di Zara e più del solito, in questi giorni mi si accoccola sulle gambe sorniona.
Sono quasi certa che voglia assorbire e riciclare tutta l’energia negativa con la quale, con risentimento ed indignazione, ho preso a fissarla.

E sono quasi certa che stamattina, quando ho trovato quel pettirosso sulla neve, l’obiettivo della mia macchina fotografica nascondesse occhi dal taglio felino.

Le leggi della natura possono essere crudeli ed insensate per noi esseri umani. Tuttavia reprimerle o stravolgerle è del tutto controproducente: l’accettazione incondizionata di queste leggi è il sentimento più naturale.


Pettirosso nella neve

   

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