Donne, madri di uomini

Posted on 12 Giu 2012 in Vivere in armonia col mondo | 0 comments

Si fa sempre un gran parlare di quanto le donne siano oggettivamente più in gamba degli uomini, del fatto che riescano senza problemi ad occuparsi di più cose contemporaneamente, della discreta caparbietà con cui sono in grado di armarsi di coraggio per fronteggiare le montagne della vita come fossero dossi stradali.

Tutte cose assolutamente vere. Tutte cose la cui veridicità viene addirittura indagata dagli uomini di scienza, che la spiegano portando argomentazioni biologiche: siamo differenti per dimensioni dell’encefalo, per densità di connessioni neuronali, per velocità ed efficienza delle sinapsi, ecc ecc.
Siamo diversi e quindi per maschilisti e femministe i conflitti e la competizione sono giustificati.

Dal sito della European Dana Alliance for the Brain:

Alcuni scienziati propongono una spiegazione a queste differenze. Esse sarebbero il risultato dell’evoluzione che ha portato i due sessi a suddividere i compiti necessari per la sopravvivenza durante migliaia di anni.

 

Siccome il bebè nasce con un grosso cervello, il corpo femminile ha dovuto adattarsi, nel caso specifico nella forma delle anche. Il bambino, a differenza di altri esseri viventi, richiede inoltre cure e protezione per un lungo periodo. La sopravvivenza del gruppo ha necessitato quindi lo stabilimento di una base abitativa e la suddivisione del lavoro: la donna al focolare domestico e l’uomo a caccia. La caccia avrebbe stimolato nell’uomo una migliore capacità visuo-spaziali. Nella donna, la vita sociale e l’educazione dei giovani avrebbero stimolato lo sviluppo del linguaggio…

 

Seguendo quest’ipotesi, si potrebbe trarre una conclusione: le donne hanno contribuito più degli uomini allo sviluppo degli elementi che caratterizzano la nostra umanità: l’evoluzione delle zone cerebrali implicate nella parola e nel pensiero. È forse proprio per ricordarci la nostra storia evolutiva che le bambine parlano solitamente prima dei maschietti?

Argomentazioni evolutive o meno, è un dato di fatto: saremo diversi nella biologia ma siamo uguali nelle lamentele.
Le donne hanno sempre qualcosa da criticare sui propri uomini, e gli uomini fanno lo stesso nei confronti delle proprie donne.
L’unica differenza forse è che gli uomini si sfogano per lo più con gli amici, magari davanti ad una birra, mentre le donne lo fanno anche coi diretti interessati, lanciando piatti.

Quello che però vorrei dire in questo post è che oggi il modello evolutivo ci rappresenta fino ad un certo punto.

Siamo nel 2012 e la preistoria è finita da un pezzo. Esistono donne che lavorano e uomini che si occupano delle faccende domestiche: la suddivisione dei compiti va verso una completa redistribuzione. Ci vorranno decenni, forse secoli, ma la direzione è quella.

Alle femmine che tanto si lamentano dei maschi vorrei far notare che, uomini o donne che siamo, veniamo tutti partoriti ed allevati da una donna.
Quelle donne che criticano gli uomini in continuazione sono spesso le stesse che poi mettono al mondo figli maschi e li educano da sole, viziandoli ed accudendoli fino all’intontimento.
Non coinvolgono i compagni, li tengono a distanza e non colgono la straordinaria opportunità che hanno. Dovrebbero considerarlo quasi un dovere sociale, quello di allevare un maschio con le stesse pretese che avrebbero nei confronti di una femmina: per crescere uomini diversi dai propri, le cui compagne poi abbiano meno da lamentarsi.

Ed è un dovere sociale quello degli uomini, che a volte hanno il coraggio di lamentare poco spazio all’interno della famiglia, ma di fatto scelgono se intervenire o meno nell’educazione dei figli: qualcuno gli dovrebbe ricordare che per i loro figli essi sono l’incarnazione della figura maschile, e mandano un chiaro segnale anche quando scelgono di tirarsi indietro.
Se desiderano che le proprie figlie crescano più comprensive delle madri verso il genere maschile, dovrebbero iniziare fin da ora a dimostrare loro che il maschio sa andare oltre gli stereotipi. E ad un figlio maschio non dovrebbero rovinare il futuro ripetendo in continuazione che “tanto le donne sono tutte uguali”. Dipingendo un futuro inevitabilmente grigio fanno del male al bambino, non alle donne.

Non serve che venga uno scienziato a dirci che anche gli uomini non sono tutti uguali: ci sono sempre più uomini in gamba al giorno d’oggi, multitasking quanto le proprie compagne, amiche o sorelle.
E probabilmente lo sono grazie alle proprie madri, donne che oltre ad aver coccolato i propri figli hanno saputo compiere il gesto d’amore più grande: quello di responsabilizzarli facendo un passo indietro, mettendo da parte l’egoismo. E’ solo lasciando arrangiare i figli, servendoli di meno che gli si vuole più bene, che li si lascia crescere veramente, psicologicamente, liberi.
Questi uomini sono multitasking anche grazie ai propri padri, uomini che hanno saputo andare oltre lo schema familiare del proprio tempo e che invece di mettersi da parte hanno scelto di essere presenti, sia fisicamente che emotivamente.

E’ contando su queste madri e su questi padri che l’umanità può sperare in generazioni meno traumatizzate ed in un futuro con meno conflitti di genere.
Perché le madri ingombranti non avranno mai figli adulti, ed i padri assenti non avranno mai figli totalmente sereni.

Se non hai figli i tuoi geni non si tramanderanno, ma moriranno con te. Anche se non hai responsabilità sociali nei confronti delle prossime generazioni, egoisticamente ti converrebbe comunque fermarti un attimo a ragionare sul tuo rapporto con l’altro sesso. Semplicemente chiediti se stai vivendo serenamente. E poi decidi se è più produttivo continuare a lamentarsi oppure trovare la forza per migliorare la situazione. Se passi la giornata in conflitto con la tua dolce metà ed in cuor tuo onestamente sai di averle tentate tutte… beh, non essere masochista: la tua anima gemella è là fuori, non devi far altro che farti trovare.

Il filo interdentale

   

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