La libertà di crescere liberi

Posted on 17 Gen 2013 in Vivere in armonia col mondo | 1 comment

Un lupo, magro e sfinito, incontra un cane ben pasciuto, con il pelo folto e lucido.

Si fermano, si salutano e il lupo domanda:
– Come mai tu sei così grasso? Io sono molto più forte di te, eppure, guardami: sto morendo di fame e non mi reggo sulle zampe.
– Anche tu, amico mio, puoi ingrassare, se vieni con il mio padrone. C’è solo da far la guardia di notte perché non entrino in casa i ladri.
– Ottimo! Ci sto. Sono stanco di prendere acqua e neve e di affannarmi in cerca di cibo.

Mentre camminano, il lupo si accorge che il cane ha un segno intorno al collo.
Che cos’è questo, amico? – gli domanda.
– E’ dovuto al fatto che spesso mi legano.
– E, dimmi: se vuoi puoi andartene?
– Eh, no – risponde il cane.
– Allora, cane, goditi tu i bei pasti. Io preferisco morire di fame piuttosto che rinunciare alla mia libertà.

Il lupo e il cane – Fedro

 

Nasciamo liberi e subito siamo incatenati: viviamo come se, fin dall’infanzia, qualcuno ci avesse imposto chi dobbiamo essere per tutta la vita.

Se i nostri figli non colorano nei margini diciamo loro che faranno meglio la prossima volta.
Più sono diligenti più siamo orgogliosi di loro.
Se all’età di cinque anni non stanno composti a tavola lo consideriamo un problema. Giustifichiamo noi stessi dando loro dei “piccoli”, in realtà ci innervosiamo perché non sono assoggettati, perché non si sono ancora uniformati.
E tiriamo un sospiro di sollievo solo quando ci viene in mente che presto, alle scuole elementari, qualcuno li costringerà a passare ore seduti ad un banco.

Fermi. Zitti. Attenti.

Quando i fratelli Orville e Wilbur Wright nel 1903 sperimentavano i primi voli con i modelli d’aerei da loro inventati, il mondo accademico dava loro dei pazzi.
L’opposizione più forte tuttavia gli veniva dal padre, il vescovo reverendo Wright. Sentenziava: “Volare è appannaggio degli angeli e pensarla in un modo diverso è blasfemo”.

Spesso crediamo di comportarci come esseri liberi… in realtà siamo automi ipnotizzati dalla televisione, dalla radio, dai giornali. Non lasciamo che lo siano anche i nostri figli.

Ovvio: uscire dai propri schemi mentali comporta qualche sforzo e anche la rinuncia a  qualche comodità precostituita… ma chi non sente una stretta al cuore al solo pensiero di arrivare alla fine della propria vita col rimpianto di non aver almeno tentato di fare qualcosa di importante per sé o per gli altri?

È una strada in salita.

Il primo gradino da conquistare è la consapevolezza: individuare gli schemi ed i comportamenti inconsci, obsoleti e dannosi, che attuiamo verso noi stessi e verso gli altri.

Il secondo è l’accettazione nei confronti di sé stessi: delle proprie qualità come dei propri limiti. La medicina energetica è un ottimo strumento per raggiungere velocemente uno stato di pace, amore e gioia.

Il terzo è l’integrità: non dobbiamo rischiare di lasciarci coinvolgere eccessivamente da ciò che non ci apporta alcun vantaggio morale, culturale e, perché no, anche materiale.

Nella vita c’è qualcosa che va al di là della nostra comprensione.
Se siamo fortunati i nostri figli si ribellano: approfittiamone per re-imparare il vero senso del nostro stare al mondo.

Ascoltiamoli. Accettiamoli. Supportiamoli.

Lo dobbiamo a noi stessi, prima ancora che a loro.

I grandi spiriti hanno sempre incontrato violenta opposizione da parte delle menti mediocri.                                                                                                          Albert Einstein

   

One Comment

  1. 24-1-2013

    Penso anche che nella vita ci sono cose che ci appassionano e identificano, cose nelle quali brilliamo. Il nostro TALENTO. Ci sono cose che solo TU puoi fare, se non le fai TU non le farà' nessun altro.. Segui il tuo TALENTO!

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