Imparare a vivere relazioni serene

Posted on 23 Apr 2012 in Vivere in armonia col mondo | 0 comments

Vi siete mai soffermati a chiedervi perché oggi è sempre più difficile riuscire a condurre spontaneamente relazioni d’amore o d’amicizia che siano serene, soddisfacenti, durature? Relazioni in cui si considera l’altro come parte di un’unità piuttosto che come un elemento da noi separato?

Ho elaborato una mia teoria sull’argomento.
Mi piace credere che, piuttosto che per la nostra incapacità di riuscirci, sia perché nessuno ci ha mai insegnato come veramente star bene con noi stessi.
Come ho trovato poi scritto anche nel Segreto dei bambini felici, siamo stati indottrinati in matematica, religione, inglese… qualche fortunato anche in educazione sessuale. Nessuno però ci ha mai esposto con chiarezza un metodo strutturato su come gestire le nostre emozioni (e le nostre relazioni) in maniera costruttiva.
C’è una buona notizia: non è mai troppo tardi per autoeducarsi ed imparare a farlo.

Se non vogliamo affogare dobbiamo necessariamente saper stare a galla.
Allo stesso modo se vogliamo sopravvivere alle relazioni… cosa dobbiamo fare??!
Ho letto qualche libro sull’argomento… uno in particolare mi ha colpita: ecco di seguito quanto ne ho ricavato.

La conditio sine qua non è: siamo persone in grado di mettersi in discussione? O pensiamo di avere sempre ragione ed agiamo come se fossimo al centro del mondo?
Attenzione: pensare ed agire sono due cose ben diverse.
Mi è capitato di parlare con persone che lamentano di darsi agli altri senza ricevere nulla in cambio. Sono ottime persone, con le quali però io stessa fatico ad avere un rapporto perché, nonostante percepisca la loro volontà di coinvolgermi, ho contemporaneamente la palpabile sensazione che mi tengano a distanza. Dunque mi chiedo: se quello che vogliono è un mutuo scambio con gli altri, perché quello che trasmettono è invece una chiusura?

Nel profondo del cuore ognuno di noi sa che possiamo essere più di quanto mostriamo.
Tuttavia, nonostante pace, serenità ed amore siano quello che vogliamo veramente, spesso ne abbiamo paura, consciamente o in maniera non manifesta.
E la paura distorce sempre la nostra percezione della realtà.

Quando ci sentiamo attaccati da un’altra persona spesso assumiamo un atteggiamento difensivo e troviamo un modo, diretto o indiretto, per contrattaccare.
L’attacco deriva sempre da paure e sensi di colpa, e cela un bisogno profondo di amore ed accettazione: è in realtà una forma di difesa, messa in atto per tenere le nostre frustrazioni lontane dalla nostra consapevolezza.
Nè l’attacco, né la difesa risolveranno mai il problema.

E’ più facile credere di essere sfortunati, piuttosto che assumersi la responsabilità della realtà che ci siamo creati.
Anche se vogliamo sperimentare la pace, molti di noi stanno ancora cercando ciò che non trovano mai: cerchiamo ancora di controllare e prevedere tutto e tutti, e per questa ragione ci sentiamo soli, isolati, frammentati, non amati. Ci sembra di non avere mai abbastanza di ciò che pensiamo di volere e le nostre soddisfazioni sono molto passeggere.
Con coloro che ci sono vicini abbiamo relazioni di amore/odio. Sentiamo il bisogno di ottenere qualcosa dall’altro: quando questo bisogno è soddisfatto lo amiamo; quando non è soddisfatto lo odiamo.
Impossibile non accorgersi della propria deprivazione spirituale: anche dopo aver ottenuto ciò che pensavamo di volere in termini di denaro, amore e lavoro, abbiamo ancora quel vuoto dentro.

Siamo sinceri: quanti di noi hanno anche però avuto modo di percepire quanto è futile il tentativo di sbarazzarci dei nostri conflitti, frustrazioni, dolori o malattie continuando a mantenere vecchie impostazioni mentali e convinzioni?
Parlo di quella vocina interiore che riesce ad esprimersi solo quando mettiamo a tacere i nostri sensi fisici: è una guida infallibile, arrendendoci ad essa ci rendiamo testimoni di momenti di vera crescita e guarigione.
In questo silenzio, dove il conflitto di personalità è domato, possiamo sperimentare la quiete.

Il mondo che vediamo e che ci sembra così pazzo è il risultato di un sistema di idee che ormai non convince più nessuno. Se vogliamo percepire il mondo diversamente dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare, lasciar andare il passato, espandere il nostro senso del presente e dissolvere i pensieri negativi: dobbiamo autorealizzarci nel dare e non nel ricevere.

La realtà non è basata esclusivamente sulle nostre percezioni sensoriali, perché queste sono distorte dai pregiudizi, dalle limitazioni, dal nostro bagaglio di esperienze personali. Non dobbiamo più permettere che il passato sia la lente attraverso la quale sperimentare il presente.

Anche se pensiamo che sia ragionevole prevedere il futuro sulla base dell’esperienza passata, perché continuare a farlo? Il risultato di questo circolo vizioso è che passiamo la maggior parte del nostro tempo a focalizzare il passato ed a prevedere il futuro: inevitabilmente ci guastiamo il presente ed accumuliamo continue esperienze negative.
Scegliamo di avere esperienza del presente come il solo tempo che esiste!

“Vorrei che quella persona mi amasse”, “Se solo mi pagassero di più”, “Cosa non darei per avere un corpo da top model”, … destreggiarsi tra mille obiettivi serve solo a deviare la nostra attenzione e ad aumentare i nostri conflitti.
Nella nostra nuova realtà la pace della mente è la nostra unica meta: quale motivazione è più potente di questa?
Per concentrarci meglio immaginiamoci l’unicità dello sforzo che faremmo se improvvisamente stessimo annegando nell’oceano: l’unica cosa che in quel momento conterebbe è respirare.

Ed ora, se desideriamo imparare il modo in cui sperimentare la pace della mente, mettiamoci all’opera con buona volontà, ricordando a noi stessi che la buona volontà non è sinonimo di riuscita, ma solo di disponibilità a cambiare il proprio modo di percepire.

Ecco 7 consigli per migliorare le proprie relazioni!

In poche parole: per imparare a star bene con gli altri la prima cosa è imparare a star bene con sé stessi. Vi sembra io abbia scoperto l’acqua calda? Mi fa piacere! Significa che siamo già a metà dell’opera.

L'amore è gratuito

   

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