Il cacciatore di aquiloni

Posted on 18 Lug 2012 in Vivere in armonia col mondo | 1 comment

Qualche giorno prima di partire per le vacanze mi trovavo a bighellonare per la casa dei suoceri, in attesa che M., la mia bimba di quasi 5 anni, terminasse quella che sembrava essere un’estenuante seduta in bagno. A dirla tutta ho pensato che con ogni probabilità fosse lei stessa in attesa: in attesa che la nonna terminasse di leggere la fiaba scelta per il lieto evento.
Tra nonna e nipote questi sono momenti pregni di significato, di una intensità emotiva che va rispettata, nei quali è doveroso non intromettersi.
Anche perché, ad essere sincera, non mi dispiace affatto stare ben lontana dal bagno in certi frangenti.

Comunque. Che venga prima l’uovo o la gallina poco importa: bighellonando per le varie stanze ho alzato gli occhi alla libreria ed ho messo a fuoco su un libro dal dorso color amarena.
Il cacciatore di aquiloni” ho esclamato a mezza voce, tra me pensando “Eccoti finalmente”.

Avevo sentito parlare di questo romanzo e mi ero ripromessa di acquistare il libro, ma per priorità di interessi non l’avevo ancora inserito nella pila che tengo sul comodino.
Quando me lo sono ritrovato in mano però, contro ogni previsione, ho felicemente sbottato: “Al diavolo i programmi, stò giro mi prendo le ferie anche dall’elenco dei libri che voglio assolutamente leggere”.

Non ricordo il tempo di aver letto un romanzo: non è un genere che stuzzica particolarmente il mio interesse, almeno da qualche anno a questa parte.
Stando a quanto dice Isabel Allende in copertina comunque dovrei andare sul sicuro: “Un libro indimenticabile, emozionante come pochi”.
Mio suocero conferma quindi è andata, lo prendo in prestito.

Riuscirò a leggerlo?
Ho una figlia di pochi anni ed un compagno che soffre di una malattia incurabile, l’inquietudine estiva da spiaggetta: mi diverto a prenderlo in giro raccontando a chiunque di come non si faccia in tempo a scegliere dove piantare l’ombrellone che già lo si vede fremere all’idea del prossimo spostamento.
Le vacanze intese come “relax allo stato puro” sono ahimè un miraggio, un nostalgico ricordo della vita da single.

Ho infilato il libro in valigia ben consapevole del fatto che non avrei avuto molti momenti in cui leggerlo: avrebbe potuto rimanere intonso fino al ritorno.
Cosa che però non è successa: nelle mie previsioni di lettura infatti non avevo calcolato un aspetto. Bastano poche pagine a creare dipendenza.

Le vite dei protagonisti si intrecciano per allontanarsi e poi riprendersi ancora, nello scenario di una Kabul che viene travolta dalla storia degli ultimi trent’anni: la monarchia e la RDA negli anni Settanta, l’invasione sovietica nel 1981, l’arrivo dei talebani, il ruolo dell’America e tutto il resto.

Oltre all’interessante punto di vista storico autoctono di un afghano che è cresciuto a Kabul in quel periodo storico però c’è dell’altro.
Si tratta di un romanzo di una profondità disarmante: l’animo umano viene scandagliato in ogni più piccolo anfratto.
Cattiveria e bontà, arroganza ed umiltà, senso di colpa e rimorso… lo snervante arrovellarsi di un uomo che, pur rendendosi conto della miseria del proprio animo, non riesce ad esimersi dallo sbagliare.
Per decenni inganna sé stesso, tentando di seppellire il passato. Fino a che la vita arriva a chiedere il conto ed, a caro prezzo, gli regala la possibilità di vendicare il male da egli stesso causato.

Questo mi è piaciuto del libro: l’appuntamento col destino.
L’intima convinzione che il fato sia una macchina progettata per aiutarci a progredire sempre: a volte con le buone e se necessario con le cattive.
Non importa chi siamo e cosa abbiamo fatto: prima o poi, per nostra fortuna, la vita chiede il conto.

Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini è il libro che, insieme al sole ed al sale, mi ha causato un intenso bruciore di occhi durante le vacanze al mare.
E che in un paio di occasioni mi ha fatto scoprire una cosa che ancora mi mancava: l’ebbrezza di leggere in santa pace sulla tazza del water.

Questo libro ha rafforzato in me la convinzione che….                                                                    Le coincidenze sono come le isole. Se togli l’acqua ti accorgi che sono tutte collegate. (Anonimo)

   

One Comment

  1. 29-7-2012

    E' uno dei miei libri preferiti!l'ho consigliato anche allo zio bacio sonia

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