Quel sorriso interiore

Posted on 29 Mar 2012 in Rispettare mente e spirito | 0 comments

Non è mia intenzione far credere di essere una veterana dello yoga (perché non lo sono), tuttavia proprio ieri sera durante la lezione (invece di concentrarmi sul respiro) pensavo che in meno di dieci anni, complici gli spostamenti di casa, ho cambiato ben quattro insegnanti.

Nessuno prima di A. però aveva mai introdotto il concetto di sorriso interiore: una sorta di consapevole riconoscenza del nostro animo nel confronti del bene che regaliamo al nostro corpo concedendoci il tempo della pratica.

Quando lui, magari durante un esercizio intenso e cercando maldestramente di nascondere un ironico (o beffardo?) risolino, ci ricorda dell’opzione del sorriso interiore, la mia innata pigrizia ha il sopravvento e… altro che sorriso… pant pant… vorrei poter sbottare con uno sproloquio.

Tuttavia, ora che il concetto mi è familiare, mi sembra talmente lineare ed ovvio che mi stupisco del fatto che gli altri insegnanti (tutta gente validissima, per carità, con anni di studio alle spalle) non ci siano arrivati.

Fatta eccezione per la mia componente pigra (alla quale solitamente mi rivolgo con un “Dear lazy side of me”), il resto di me deve riconoscere che questa cosa piace.
Piace perché sembra in grado di lavorare a livello inconscio anche durante la vita di tutti i giorni, in cui non si sta perennemente in meditazione ed in assetto “zen”.

Potenzialmente con sta’ cosa del sorriso interiore potremmo imparare a gestire in maniera più positiva i momenti di tensione che ci si presentano durante la giornata.
Che ne so: mi tampona uno in auto ed invece di imbufalirmi e dargli dell’imbranato posso stare calma, sorridere e pensare che… massì, dai, è primavera, una bella sistemata alla carrozzeria ci sta anche.

Insomma… non ho ancora ben interiorizzato il procedimento per inglobarlo nella mia vita di tutti i giorni, ma sento che quel sorriso interiore può fare strada.

Intanto che capisco bene come gestire la cosa, durante le lezioni di yoga potrei impegnarmi almeno per uno sproloquio interiore col sorriso.

Ecco.
Magari la prossima settimana gli chiedo se va bene comunque.

Imparare a sorridere benevolmente di fronte alle difficoltà potrebbe essere un modo per riscoprirsi ogni giorno più ottimisti e per guadagnare quella marcia in più che ci manca e che, forse, vorremmo avere.

Momenti difficili

   

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