Say it on Valentine

Posted on 15 Feb 2012 in Rispettare mente e spirito | 0 comments

Non sono mai stata quella delle ricorrenze romantiche.
Prima di stare con lui nemmeno sapevo che giorno fosse San Valentino… o forse, semplicemente, non è mai stato nel mio interesse ricordarlo.

Quest’anno cade di martedì e già da qualche giorno una fastidiosa forma influenzale mi sta assediando senza dare tregua.
Lui oltretutto dall’alba di lunedì è partito per lavoro e non rientrerà prima del weekend.
Pensavo ad una tranquilla giornata qualsiasi in compagnia solo delle gatte… visto lo stato in cui verso, nulla potrebbe essere più gradito.

La sveglia è puntata alle 10:23.
Non ricordo di averla impostata… ma non ho un alibi credibile (la febbre alta mi fa brutti scherzi) e devo ammettere che posso benissimo aver avuto un episodio di sonnambulismo.
La spengo con una smorfia e mi trascino in bagno: era Elliott Smith quello che davano alla radio? La solita dedica sdolcinata… che nausea.

In cucina tutto è apparecchiato per la colazione.
Ho l’abitudine di farlo la sera prima: mi piace alzarmi con la sensazione che qualcuno abbia pensato a me.
Brioches come appena sfornate, caffè nella moka, il mio solito quotidiano: è molto strano… in ogni caso ho fame ed andar per le lunghe non farà altro che peggiorare il mio mal di testa.

In prima pagina i soliti litigi politici… le difficoltà dovute alle abbondanti nevicate… un’altra tragedia familiare per una fuga di gas. Sfoglio ma non trovo la buona notizia del giorno (ogni giorno ce n’è una, è questione di sopravvivenza).
Sono infastidita, non ho la pazienza di arrivare alla fine: chiudo il giornale con stizza.

Un foglietto prende il volo dal bordo del tavolo ed il tempo rallenta… lentamente si posa a terra, accanto alla mia sedia.
Sembra un volantino pubblicitario. Mi chino per raccoglierlo.
Faticosamente metto a fuoco il testo.. è un rosa antico su sfondo nero.
E’ indirizzato a me. Non è firmato ed ha tutta l’aria di essere un’invito galante.
Comincio a capire.

Passo la giornata in attesa che siano le 17… non un minuto prima, non un minuto dopo.
Impercettibili movimenti fuori dalla porta.
Ho un fremito. Vorrei correre ma forse è troppo presto.
Attendo.
Passano pochi minuti e finalmente apro la porta: un minuscolo pacchetto dorato sullo zerbino.

Un’ora dopo sono ancora sul divano.
Non è un’anello di fidanzamento: no, non è una timida domanda.
E’ una fede nuziale. E’ l’asserzione di una volontà ferrea.
Mi sento una bambina al primo giorno di scuola.

Ancora rumori alla porta, poi le chiavi nella serratura.
Con gesti rapidi e precisi nascondo solo il pacchetto. L’anello no, anche se è d’oro bianco.

“Ciao.. com’è stata la giornata?”
“Mmm.. una tranquilla giornata qualsiasi. Sono scesa solo una mezzora… mancavano le arance.”
“Il giornale era sullo zerbino.. Erano buone le brioches?”
“Molto, grazie.”
“Mi sembra tu stia meglio… senti, stasera pensavo di vedere i ragazzi. Ci facciamo una  birra davanti alla partita, ok? Per cena cosa pensavi di preparare?”
“Non mi sento ancora benissimo… ti va una minestra?”
“No dai, allora ti lascio tranquilla, mangio una pizza fuori. Belle le rose, grazie per essertele comprate da sola.”

Tre rose rosse sul portaoggetti all’ingresso. Come ho fatto a non notarle?

Mio marito a volte è molto rapido.
Solo una doccia, poi un bacio di circostanza ed è già fuori.
Senza esserne nemmeno consapevole festeggerà la serata con ciò che ama, intimamente soddisfatto di avere accanto a sé una donna che a queste ricorrenze non tiene affatto… segretamente innamorato di un tipo di femmina remissiva, che sa dare quietamente la precedenza alle esigenze di un maschio.

Come vorrei che lui non fosse partito per lavoro.
Mi preparo una tisana calda e mi siedo alla finestra.
In testa ho la melodia di Angel in the Snow e canto. Sì, era per me, ne sono certa.

Sono emozionata, non riesco a controllare le palpitazioni del mio plesso solare.
Mi concentro e respiro, cerco di trattenere quell’irruente emozione che mi viene da dentro ma il mio corpo mi tradisce, le mani mi sudano.

Mi sento come una tifosa allo stadio.
Ormai manca poco alle 22.23, speriamo vadano ai supplementari.

Maschi: rassegnatevi. E’ biologicamente impossibile che una donna non sia almeno un poco romantica. Se la vostra donna vi giura il contrario fatevi delle domande: probabilmente è già lontana anni luce.

Tazza alla finestra

   

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