Quale pancia??!

Posted on 22 Feb 2012 in Rispettare mente e spirito | 0 comments

Durante le lezioni di yoga l’insegnante, oltre a guidarci passo passo tra le varie posture che metteranno a prova i nostri muscoli, è solito introdurre discorsi su argomenti che hanno lo scopo di allenare le nostre menti ed i nostri spiriti.
La comunicazione è in prevalenza monodirezionale – durante lo sforzo dovremmo mantenere una certa concentrazione nell’eseguire il Pranayama (la respirazione) – tuttavia uno scambio di opinioni viene sempre percepito come costruttivo.

Si tratta di brevi racconti di vita vissuta e di buoni consigli per un’esistenza che sia il più possibile in euritmia con la natura, con sé stessi e con gli altri: in un mondo ideale, nel quale tutto è in pace ed in equilibrio, ogni nostro pensiero o gesto è fluidamente parte del ritmo energetico della terra e danza armoniosamente in simbiosi spirituale con il tutto.

Circa un mesetto fa, settimana più settimana meno, ci raccontò del momento esatto in cui, una quindicina d’anni prima, ebbe una di quelle preziose ed illuminanti folgorazioni che segnano ed incanalano il percorso di vita di una persona.

“Quando ero giovane e dovevo far colpo sulle ragazze stavo sempre così”, mimando un culturista dal petto in fuori ed il ventre ultrapiatto.
“Poi un giorno me ne sono accorto ed ho provato a stare così”, rilasciando il ventre a mo’ di marsupio.
“Molto meglio, ho pensato!”

Credo di aver capito subito ciò che, in una sorta di osmosi energetica, desiderava quella sera trasmetterci, perché l’ho provato a mia volta qualche anno fa: il senso di appagamento di cui lo spirito gode quando prende atto della benevola arrendevolezza che la mente decide di concedere ai bisogni del corpo.

Molte persone, a propria insaputa, passano la vita con gli addominali contratti: si sentono perennemente doloranti, stanche, svogliate piuttosto che rigide, adrenaliniche, inquiete.
 Sentono di non star bene e ne ignorano il motivo.
Non indagano per scoprire se potrebbero star meglio e contemporaneamente non considerano il fatto che, oltre a costringere i propri organi in posizioni rigide e spazi angusti, li stanno privando di ossigeno vitale.

Come se, per assurdo, con un atteggiamento di autolesionismo verso sé stessi si imponessero di respirare sempre peggio e sempre meno.

Anche considerando che nella privata economia dell’esistenza di un singolo ciò possa avere un senso karmico, trovo che sarebbe magnifico se tutti imparassimo a concederci il piacere di svelare le nostre rotondità: non soltanto a noi stessi, ma anche a coloro coi quali ci mettiamo quotidianamente in competizione, o, semplicemente, con chi sentiamo di dover mantenere un certo tono.

Ecco, questo desideravo dirti amore mio.
Quella che vedi non è pancetta dovuta al fatto che non mi interessa mantenermi bella per te: è il naturale rilassamento dovuto al fatto che sto imparando a volere bene anche a me.

In un qualsiasi momento durante la giornata provate a fermarvi ed a fare mente locale: state contraendo gli addominali? Per riprendere in mano la vostra salute la prima cosa è mettere da parte l’estetica e far pace col vostro corpo: riuscire a rilassare la pancia senza doverci pensare è il vostro primo obiettivo.

Popeye e Bruto

   

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