Necessità di eliminare amicizie negative

Posted on 15 Mar 2012 in Rispettare mente e spirito | 0 comments

Da quando ho una certa consapevolezza di essere al mondo per un motivo, tutte le volte che mi sono relazionata col prossimo ho cercato di comportarmi nel modo altruisticamente (e col senno di poi a volte stupidamente) più umano possibile: dando la parola a chi desiderava essere provocato, rispondendo con zelo a chi aveva aspettative egoistiche nei miei confronti, aprendo il mio cuore a chi non attendeva altro che svuotarmi addosso la propria invidia.

Mi sono addirittura ritrovata a chiedere sostegno o favori superflui a certi individui, solo per il fatto che mi dava gioia pensare potessero star meglio nel sentirsi utili e nell’accantonare per un attimo i propri problemi.
Sono arrivata ad illudermi che queste persone traessero beneficio dal nostro rapporto, mentre mi sono ritrovata avviluppata in rapporti d’amicizia negativi ed opprimenti, che hanno palesato poi il proprio volto in maniera inopinabile.

Nonostante io abbia ricevuto tutti i sacramenti ed in adolescenza abbia frequentato l’oratorio, il mio comportamento non è mai guidato da motivazione riconducibili alla religione cattolica, ed alla fine nemmeno dalla volontà di compiacere gli altri. Semplicemente in cuor mio ho l’assoluto bisogno di sentire che ho fatto la cosa giusta, che ho aperto le mie braccia, a prescindere dall’effetto che il mio approccio provoca negli altri: nel mio altruismo, volendo, c’è un briciolo di egoismo. Quell’egoismo di chi pensa che, alla fine, quello che fai uscire dalla porta ti rientrerà poi dalla finestra.

Cerco di non avere aspettative dai rapporti con gli altri. 
Ci sono quando mi vuoi e non ci sono quando non mi vuoi. Questo è sempre stato il Leitmotiv: mi va bene tutto, non porto rancori.
Tuttavia, essendo un essere umano debole, il fatto che io ci provi non sempre significa che io ci riesca.
Non sempre sono stata bene con me stessa, ma quanto meno a posteriori ho realizzato che quando in alcune amicizie non ce l’ho fatta… è stato un bene.

Questo discorso sulla mia benevola arrendevolezza e povertà di aspettative però, purtroppo, non è mai valso per i rapporti più stretti, con le persone con le quali ho scelto di creare legami di sangue: quelle relazioni che vanno oltre l’amicizia e sfociano nell’amore.
Le aspettative nei confronti dei compagni che ho avuto sono sempre state alte: so dare tantissimo, ma sono anche maledettamente esigente, e questa cosa non è mai buona.
Sono capace di essere estremamente tollerante con tutto il mondo, ma non con chi vive con me ogni giorno.
Sono generosa, appassionata, autorevole ed ottimista. Ma le mie stagioni conoscono anche momenti bui ed allora, solo con chi amo, posso diventare aggressiva, rivendicatrice ed autoritaria.
Un’attenuante mi concedo: quello che non cambia mai, nonostante il meteo, sono la mia trasparenza, sincerità e lealtà. E questa volta verso tutti, inclusa me stessa.

Allora torno qualche minuto a meditare ed a fare Tai Chi, quegli esercizi di riequilibrio energetico che A. ci ha insegnato a lezione.

Il pretendere di essere perfetti è una gara persa in partenza.
Tuttavia è una gara che non riesco ad abbandonare. Non ancora.

Sono un essere umano debole, ma non accetterò mai di non riuscire ad evolvere almeno su questo punto: contenere i miei difetti e donare i miei pregi alle persone che amo, prima ancora che al resto del mondo.

Cercate in rete informazioni riguardanti il Tai Chi. Gli esercizi di riequilibrio energetico possono essere eseguiti in ogni momento della giornata, ogni qualvolta se ne sentisse il bisogno. Utilizzateli per raggiungere quella pace interiore che è necessaria per vedersi dall’esterno senza giudicarsi: che consigli vi dareste per migliorare voi stessi?

Calvin senza cervello

   

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