I consigli non richiesti

Posted on 8 Mar 2012 in Rispettare mente e spirito | 0 comments

Trattasi di argomento per me piuttosto ostico, ma, lo giuro, mi sto impegnando.

Perché è così facile ascoltare e dare credito ai consigli degli amici mentre la cosa diventa ben più complicata quando sul quel piedistallo salgono i parenti?

Perché la questione, dal mio punto di vista, sta tutta lì.
E diventa un’emergenza drammatica nel momento in cui da figlia ti accingi a fare l’upgrade allo stato di madre: se la vita fosse un social network subito bloccheresti gli amici fino al secondo grado di parentela (mica vorrai rischiare di credere a tutto quel che ti propinano?).

Ragiono su questa cosa.
Mentre cucino. Mentre guido. Mentre al supermercato bypasso scaffali e corsie che non mi interessano.
Mi capita di perdere ore di sonno a chiedermi cos’ho che non va: perché, di grazia, il mio cervello non è ancora riuscito a dare il ben servito al mio cuore con un sonoro vaffanculo.

Non voglio cambiare gli altri. E non posso accettare di non riuscire ad essere la persona che vorrei essere.

“Pensa alle feste comandate… dopo i vent’anni chi ha voglia di passarle a casa? Il fatto è che quando ci sono di mezzo i parenti tutto si fa più emotivo, negativamente emotivo”: sì, ok, e quindi?

“Loro hanno avuto il grande privilegio, nel bene e nel male, di essere presenti mentre la vita si faceva le unghie sul tuo abitino bianco dal colletto in pizzo”: sì, quello in effetti non poteva essere fuori posto. Ma continuo a non capire..

“Ti sei sentita protetta?”

“Ti sei sentita sola.”

“Ogni giorno, impercettibilmente, questa sensazione ha contribuito a far sì che tu ti allontanassi idealmente da tutto ciò che loro rappresentano.”

“Ma ti sentiresti pronta a sentenziare con superbia che loro, in quanto adulti, avrebbero dovuto quantomeno non contribuire a farti imbarcare acqua? Puoi soffocare quella vocina che ti sussurra karmicamente che loro stessi, chi più chi meno, sono stati e sono tuttora delle vittime inconsapevoli, che semplicemente non avevano strumenti per fare andare le cose diversamente?”

Danny de Vito in The Big Kahuna diceva:

Sii cauto nell’accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è l’unico modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo,
passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio… per questa volta.

Voglio evolvermi in una grande mamma: abbastanza sicura di sé per sorridere col cuore ogni volta che da una persona percepisce un atteggiamento ostile, e caparbia a sufficienza per dare autorevolmente un limite a chi si lascia prendere la mano.

Ce la posso fare, lo sento.

Magari con l’aiuto di quel portentoso rimedio che una volta mi ha prescritto l’omeopata.
Il “macchissenefrega” l’aveva chiamato.

Se vi capita di sentirvi infastiditi quando quella tal persona vi dispensa un consiglio che non avete chiesto, prima di sbottare fermatevi un secondo. Respirate. Zittite il vostro cervello e date la parola al cuore. Sentirete crescere dentro di voi un sentimento di benevola accettazione e di profondo rispetto per le buone intenzioni di chi avete di fronte.

Mr Wiggles - Feste coi parenti

   

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