Sono cavoli miei

Posted on 13 Feb 2012 in Avere cura del corpo | 0 comments

Il bello di far la spesa della verdura tramite un Gruppo di Acquisto Solidale è che ci si può cimentare a cucinare le specie più strane. E se non si è troppo imbranati, come a volte mi capita, si riesce poi anche a mangiarle.

Mi sono sempre considerata una persona “avanti” con la verdura: non ho particolari problemi ad accettare qualsiasi piatto mi si presenti sotto il naso.
Tuttavia siamo entrati a far parte del gruppo in inverno e le prime volte, alla ricezione della mail settimanale con il listino per l’ordine, era un susseguirsi di “bleah!”, “e questo cos’è?!”, “babba bia…”, “..cavolo che??!”.

Finiva quindi che mi sentivo già molto fiera ad ordinare due o tre cose conosciute e per il resto mi recavo al supermercato: stai sicuro che, qualsiasi sia la stagione, finocchi-zucchine-pomodori-e-simili (comunque rigorosamente bio) sono sempre lì ad aspettarti.

Poi un giorno la beffa.
Discorrevo amabilmente con la cassiera del supermercato (una perfetta sconosciuta) su quanto è fico far parte di un GAS.
Ad un certo punto questa (finta) biondina ha preso a commentare il contenuto del mio carrello (ovviamente il 90% dei prodotti erano tutti eco-bio-ecc).
Li ha fatti passare ad uno ad uno, manco stessimo testando i prodotti per la Codacons!

Le ritenevo perlopiù considerazioni a caso, giudizi che mi lasciavano alquanto indifferente.
Ma ad un certo punto… la sentenza finale:
“Io qui ci lavoro ed ovviamente qualcosina ci compro, ma non la verdura… tsè. Quella rigorosamente dall’orto e quindi rigorosamente di stagione”.
Il tono era oxfordianamente altezzoso sulla parola “orto” e brescianamente tronfio sulla parola “stagione”.

Ho allungato la mia carta di credito per pagare. Mi sentivo giusto un filo risentita.
“Ma senti questa… si vede dalle mani che tieni un orto!”, ho sbottato mentalmente.
Ah! l’orgoglio ferito.. un compagno purtroppo fedele.

Pochi istanti dopo comunque, caricando la spesa nel baule dell’auto, come a posteriori spesso mi accade ho ringraziato per l’occasione che mi è stata data.

Se questa cara signorina non avesse avuto la necessità di sbattermi in faccia il fatto che, probabilmente, quella mattina avrebbe voluto essere da tutt’altra parte, io non avrei mai capito che, per essere veramente fiera di me, avrei dovuto far pace con quel cavolo… come si chiamava?

E da allora ogni inverno è una festa!
Verza rossa, daikon, invidia scarola, invidia riccia, cavolo romanesco, cardi, carciofi, coste, topinambur, radicchio rosso, radicchio pan di zucchero, puntarelle di cicoria, broccoli, cavolfiori bianchi, sedano, porri, radicchio mantovano, finocchi, bietole, sedano rapa, cavolo nero, verza bianca, cavolo cappuccio, zucca, fagioli, patate, cipolle e cavolini di Bruxelles.

Il problema è quando non funziona internet: che cavolo ci faccio con l’amico cavolo navone?
L’aperitivo o la cena?

In cucina e poi a tavola mettetevi alla prova con nuovi sapori. Con tutta probabilità quello che avete nel piatto è commestibile: non storcete il naso prima ancora di avere assaggiato.. rischiate di perdervi una piacevole e gustosa sorpresa.

Cavolo navone

   

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