Prodotti solari naturali

Posted on 21 Giu 2012 in Avere cura del corpo | 0 comments

L’abbronzatura è il risultato del meccanismo messo in atto dalla pelle che soffre per un’esagerata esposizione ai raggi solari. So molto bene quali sono, a lungo termine, le conseguenze delle indigestioni estive di UVA ed UVB, ma so anche che quando mi troverò in spiaggia succederà che, per qualche oscuro motivo, la mia pigrizia mi suggerirà di risparmiare sulla quantità di crema oppure di favorire la tintarella scegliendo una protezione con fattore SPF troppo basso per il mio fototipo.

Se mi espongo al sole la mia pelle, estate dopo estate, rischia di collezionare danni permanenti: lo so. Ed allora perché riesco a mettere in atto un comportamento responsabile solamente in seconda battuta?
Mi metto al sole. Penso: “Ma sì, mettiamola bassa così in due giorni mi abbronzo”. Mi tiro le orecchie da sola e sfilo la protezione alta dalla borsa.
Sottovalutare il pericolo quando i danni non sono immediatamente tangibili fa parte della natura umana: forse è per sopperire alle falle della pigrizia istintiva che siamo dotati di un cervello molto più sviluppato di qualsiasi altra forma vivente.

Comunque…
Il primo mito da sfatare è che con una protezione più bassa ci si abbronza prima.
O meglio: dato per assunto che arrossarsi non significa abbronzarsi, la verità è che con una protezione non adeguata ci si scotta, mentre con il giusto SPF si prolunga l’abbronzatura evitando che la pelle, una volta guarita la scottatura, si squami.

Il secondo mito da sfatare è questo: se hai una pelle scura o sei già abbronzato, puoi evitare di spendere altri soldi in creme solari.
Niente di più sbagliato: perché la nostra pelle (e qui intendo soprattutto quella di coloro che abitano a distanza dall’equatore) non è attrezzata per far fronte da sola alle mutazioni cellulari che i raggi ultravioletti provocano.
Ricordiamoci che la tintarella piace solo a noi, non alla nostra pelle, ed il sole, se preso in grandi dosi, non smette mai di far danno, nemmeno se ci vede felicemente abbronzati.

 

Sun Protection Factor per i diversi fototipi

La classificazione scientifica prevere 6 fototipi (oltre all’albino, che è di fototipo 0), ma quelli che interessano le razze caucasiche sono i primi quattro:

>> Fototipo 1:

Carnagione molto chiara, capelli di colore rosso o biondo-rossastro ed occhi chiari, in genere sulle tonalità dell’azzurro o del blu. 
A causa di una dotazione melaninica insufficiente i soggetti con fototipo 1 oltre a rischiare scottatture importanti non riescono mai ad abbronzarsi. Necessitano di un filtro di protezione molto alta, SPF 50+ o superiore.

>> Fototipo 2:

Carnagione chiara e capelli di colore biondo scuro o castano chiaro. Occhi tendenzialmente chiari, in genere sulle tonalità del blu o del verde. 
La quantità di melanina è ridotta: rischiano di scottarsi facilmente e, quando abbronzata, la loro pelle tende ad assumere un colore dorato. 
Chi appartiene al fototipo 2 per i primi giorni di esposizione deve utilizzare un filtro di protezione molto alta: 50+ SPF per le parti delicate (es. Il viso) e almeno 30 SPF per il corpo. Dopo i primi giorni può passare ad un 25 SPF per il viso e un 15/20 SPF per il corpo.

>> Fototipo 3:

Carnagione abbastanza scura e capelli di colore castano. Occhi sulle tonalità medie del castano o del grigio. 
Buona quantità di melanina: l’abbronzatura può essere intensa e durevole ed il rischio di subire scottature è basso. Per tutto il corpo è consigliato inizialmente un filtro medio (15/20/25 SPF) e dopo qualche giorno si può passare ad una protezione più bassa (10/15 SPF).

>> Fototipo 4:

Carnagione olivastra, capelli di colore nero ed occhi molto scuri. 
Grazie all’alta dose di melanina il rischio di scottature è praticamente inesistente. 
E’ consigliabile partire con un filtro di protezione medio-bassa (15 SPF) per poi passare ad uno più basso (6/10 SPF).

 

Filtri fisici e filtri chimici

I filtri minerali (fisici) sono composti da particelle che derivano da metalli. A meno che siano micronizzati, non vengono assorbiti dalla pelle ma creano una pellicola superficiale in grado di specchiare letteralmente tutti i raggi  solari (UVA ed UVB): costituiscono quindi una barriera in grado di evitare il surriscaldamento della cute.

I filtri chimici sono composti che vengono assorbiti dalla pelle e, negli strati sottocutanei, assorbono le radiazioni solari chimicamente, mutando la propria struttura in modo che il calore non penetri più in profondità. Sono efficaci quasi esclusivamente contro i raggi UVB.

 

La mia esperienza coi solari

Il fatto di avere una bimba dalla pelle molto chiara mi ha spronata, negli anni passati, ad approfondire il discorso dei solari. La ricerca della crema giusta non è stata semplice: cercavo un prodotto completamente naturale che, senza contenere filtri chimici, garantisse un’ottima spalmabilità.

Ho scoperto con l’esperienza che i solari contenenti solo filtri minerali sono completamente ingestibili ed addirittura controproducenti. Tutti quelli che abbiamo provato si sono infatti rivelati un vero disastro: oltre ad essere tutt’altro che fluidi, non vengono assorbiti dalla pelle e creano un fastidioso effetto coprente. E non è tutto: una volta applicati risultano difficili da togliere ed addirittura lasciano la pelle arida, favorendo in certi punti (interno di gomiti, ascelle, inguine e ginocchia) la macerazione della cute.
Quando mi sono resa conto che il fantasmino bianco che avevo portato in spiaggia iniziava a muoversi roboticamente ed a grattarsi ovunque… ho accantonato definitivamente la mia idea di “solari senza filtri chimici”.

Ma il segreto che qui voglio confidare… è che poi abbiamo scoperto la linea SUN della Bioearth.
Una vera manna dal cielo: da quanto la utilizziamo possiamo stare tutti e tre tranquillamente in spiaggia, a qualsiasi ora e senza guastarci le vacanze a causa di fatali eritemi o fastidiose scottature.

Bioearth SUN utilizza i classici filtri minerali (Ossido di Zinco e Diossido di Titanio) e filtri chimici tollerati anche dalle pelli più sensibili, efficaci e stabili anche alle altre temperature (le loro performance aumentano all’aumentare della temperatura).

I prodotti solari della Bioearth non contengono coloranti, parabeni (conservanti aggressivi), PEG/PPG (emulsionanti chimici), siliconi (ingredienti petrochimici usati per migliorare la spalmabilità dei prodotti) e Propylene Glycol (un derivato del petrolio sospettato di penetrare negli strati profondi della pelle, chissà a farci cosa).

Si tratta al contrario di prodotti 100% VEGAN, non testati su animali e formulati con ingredienti biologici, vegetali e di origine naturale (Olio di Elicriso, Olio di Argan, Olio di Canapa, Olio di Girasole, Olio di Vinacciolo, Succo di Aloe Vera ed altri ancora).

I prodotti della Bioearth offrono una perfetta abbronzatura naturale: sono acquistabili presso i punti vendita indicati sul sito oppure all’indirizzo www.dallanatura.it.

Li consiglio caldamente a tutti coloro che, a partire da quest’estate, desiderano abbronzarsi senza rischi!

L’esposizione al sole induce alla formazione di nei e sempre più pediatri sono concordi nell’affermare che esiste una correlazione significativa tra le scottature in età pediatrica ed i melanomi in età adulta. Quindi… se ci tenete alla pelle acquistate sempre una protezione solare con SPF mai inferiore a quello consigliato per il vostro fototipo.

   

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