Mangia che ti passa

Posted on 12 Apr 2012 in Avere cura del corpo | 1 comment

Una persona che stimo molto mi ha consigliato di leggere questo libro.
L’autore è Filippo Ongaro, un giovanissimo (classe 1970) medico di astronauti che ha lavorato per molti anni presso l’Agenzia Spaziale Europea.
E’ considerato un pioniere della medicina funzionale ed anti-aging, avendo collaborato con la NASA e l’Agenzia Spaziale Russa allo sviluppo di terapie preventive per contrastare l’invecchiamento accelerato  a cui sono esposti gli astronauti in orbita (6 mesi nello spazio corrispondono a 10 anni sulla Terra).
Essendo inseriti in un ambiente così estremo, gli astronauti dal punto di vista medico hanno la necessità di essere seguiti in una maniera diversa dalla gente comune: le loro malattie non vengono curate a partire dai singoli sintomi, ma sono analizzate attraverso una visione globale dello stato di salute del paziente.
Ongaro parte quindi con una provocazione: perché la medicina non applica questo approccio a tutti indiscriminatamente?

In una vita di 80 anni una persona ingerisce in media dalle 30 alle 60 tonnellate di cibo. E’ poco prudente quindi sottostimare l’effetto della nutrizione sulla nostra salute. Di fatto però questo è ciò che è accaduto con il progredire della civilizzazione. Rispetto ad una volta, la nostra dieta si è terribilmente impoverita di nutrienti ed è rimasta ricca di una sola cosa: le calorie. Mettereste della sabbia nel serbatoio della vostra automobile? Probabilmente no. Ma questo è ciò che la maggior parte di noi fa quotidianamente con il proprio organismo in modo più o meno consapevole.

Introduce il concetto di nutrigenomica:

è la scienza che studia gli effetti del cibo sull’espressione genica, cioè sul modo in cui l’informazione contenuta nel DNA viene trasformata in proteine, molecole che esercitano un’azione biologica sulle nostre cellule.

E ancora:

Il cibo è infatti in grado di modulare come il nostro DNA si esprime, come cioè attiva alcuni geni e ne sopprime altri, come si auto-ripara e come influenza la genesi delle patologie. La nutrigenomica ci offre pertanto le conoscenze per utilizzare il cibo e i nutrienti al fine di “riparare” il nostro terreno biologico, sul quale possono attecchire le malattie oppure può fiorire la salute.

Leggere questo libro è stata una continua scoperta: con argomentazioni scientifiche ed un linguaggio accessibile a tutti, pagina dopo pagina Ongaro snocciola consigli preziosi per una corretta alimentazione e per una lungimirante prevenzione di praticamente tutte le patologie moderne.

Troverete un’analisi dettagliata di ogni componente della piramide alimentare e la classificazione degli alimenti “vuoti”, che contengono solo calorie e nessuna informazione utile ai nostri geni; vedrete sfatati falsi miti riguardanti i grassi, le uova, il latte ed altri alimenti in passato banditi piuttosto che erroneamente raccomandati; potrete avere dati alla mano riguardanti le malattie più frequenti e gli studi sulle popolazioni più longeve, ed alla fine potrete anche dare un’occhiata alla dieta che il dottore propone e provare a seguirla per qualche tempo per testarne i benefici.

“Fin da piccoli, nel corso della nostra esistenza, ci viene insegnato di tutto. Impariamo a leggere, a scrivere, a far di conto. Ci vengono impartite lezioni di ogni tipo, che spaziano dalla storia alla geografia, dalla scienza alla cultura generale, fino a quelle conoscenza specifiche che un giorno, nella maggior parte dei casi, diverranno le basi fondamentali della nostra vita professionale.
Una cosa però manca in tutti i programmi di formazione, inclusi quelli informali che riguardano la famiglia ed i genitori: a nessuno di noi viene insegnato come prenderci cura di noi stessi, come gestire la nostra salute.”

Mangia che ti passa è di Filippo Ongaro, Edizioni Piemme.

Smettiamola di lamentarci per le nostre malattie: se le abbiamo in qualche modo ce le siamo create. Iniziamo piuttosto ad ascoltare e decifrare i segnali che il nostro corpo ci manda. E’ tutta questione di lungimiranza: il cibo dannoso a cui oggi non vogliamo rinunciare potrebbe essere il seme di un futuro amaro rimorso.

Buongustaio

   

One Comment

  1. 24-6-2013

    Your style is really unique compared to other folks I have read stuff from.
    I appreciate you for posting when you have the opportunity, Guess I’ll just bookmark this site.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *