La corretta piramide alimentare

Posted on 7 Mag 2012 in Avere cura del corpo | 1 comment

Quando si parla di alimentazione sana spesso si fa riferimento alla piramide alimentare, dando quasi per assunto che, per vivere meglio ed in salute, sia sufficiente tenere in considerazione le indicazioni in essa contenute.
La maggior parte delle persone però non sa che il modello di piramide alimentare universalmente riconosciuta fu istituita nel 1992 dal dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (USDA) con l’obiettivo di aggiornare la vecchia classificazione dei cibi, in vigore dal 1920. Tutti i paesi del mondo hanno quindi seguito le direttive alimentari degli USA per molto tempo, senza considerare che ogni ceppo di popolazione ha stili di vita, tradizioni alimentari e patologie croniche proprie.
Solo nel 2003 il Governo Italiano con un decreto ministeriale ha incaricato un gruppo di esperti di redarre un modello di piramide che fosse in linea con gli usi ed i costumi alimentari del Bel Paese.
Dal sito ufficiale dell’Istituto di Scienza dell’Alimentazione (Università della Sapienza – Roma) ecco la piramide di casa nostra.

Piramide alimentare italianaChi conosce la vecchia classificazione degli USA non può che notare subito una cosa: alla base del modello non sono più inseriti i carboidrati, una volta ritenuti pilastro portante di una dieta corretta, ma ortaggi e frutta, accompagnati da un costante apporto d’acqua.
Quello che non viene specificato è che tra le verdure, che devono essere preferibilmente biologiche e vanno consumate in diverse varietà, sono da preferire in particolare le crucifere (broccoli, cavoli e cavoletti, cipolle, aglio) ed in generale quelle di colore verde. Da non dimenticare inoltre le spezie, tra cui si raccomandano la curcuma, lo zenzero, la cannella ed il rosmarino.
Tutte le forme vegetali citate hanno preziose proprietà benefiche, sono ritenute potenti antinfiammatori e quindi la scienza raccomanda di utilizzarle quotidianamente, in quanto sono un ottimo aiuto naturale nella prevenzione di malattie importanti come i tumori.

Per quanto riguarda i carboidrati (pane, pasta, riso, grano saraceno, miglio, …) è bene sapere che possono essere consumati regolarmente, a patto che siano rigorosamente al 100% integrali.

Salendo i gradini della piramide si trovano le proteine (carne, pesce e formaggi) ed i dolci.
Prima di prenderli in esame però vorrei portare alla tua attenzione la piramide alimentare nutrigenomica consigliata in Mangia che ti passa, il libro del Dr Filippo Ongaro, di cui ho scritto il mese scorso.

Piramide alimentare nutrigenomicaIn questo modello subito vengono inseriti alimenti mai citati in precedenza: l’olio d’oliva (meglio se spremuto a freddo) e le noci (ricche di antiossidanti e vitamine). Si tratta di

cibi altamente calorici, che però hanno un ruolo fondamentale nel modulare i processi infiammatori che stanno alla base della maggior parte delle malattie cronico-degenerative.

Vengono poi i legumi (fagioli, lenticchie, ceci, soia): ipocalorici e tuttavia ricchi di fibra, proteine e fitonutrienti, utili per favorire l’abbassamento del colesterolo e della glicemia.
Tra i pesci sono raccomandati il salmone e lo sgombro, mentre tra le carni bianche il tacchino (sempre con un occhio di riguardo alla provenienza per evitare di ingerire tossine ed agenti inquinanti).

Gli alimenti di cui si può fare a meno (che spesso causano oltretutto intolleranze ed allergie) sono le carni rosse (ormai abbondantemente inquinate da nitriti e nitrati), il latte ed i suoi derivati, dolci e dolcificanti (aspartame, saccarina e simili) ed i carboidrati raffinati (biscotti ed altri prodotti industriali da forno, che contengono grassi idrogenati, sciroppo di glucosio ed altri ingredienti seriamente pericolosi).

Infine, ed è anche una questione di buon senso, oltre all’alimentazione non è da trascurare una sana e costante attività fisica, che non significa necessariamente praticare uno sport: è sufficiente una passeggiata di una mezzora tutti i giorni.

Se ci tieni alla tua salute riorganizza il frigorifero: il consiglio è quello di “mangiare per vivere” e non “vivere per mangiare”. Se hai le idee confuse su come mettere finalmente in pratica tutto ciò, inizia acquistando Mangia che ti passa, un libro che mi ha illuminata, e che getta uno sguardo veramente rivoluzionario sul nostro modo di considerare il cibo.

 

   

One Comment

  1. 4-4-2017

    La trovo una cosa moltovinteressante

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