Sai leggere le etichette alimentari?

Posted on 22 Ott 2012 in Avere cura del corpo | 0 comments

Leggere l’etichetta è l’unico modo che il consumatore ha per sapere esattamente cosa contiene quello che sta acquistando.
Se non esistessero le etichette alimentari non avremmo possibilità di scelta col cibo: semplicemente ingoieremmo bovinamente quanto il mercato ci offre.

Da novembre 2011 l’apposizione dell’etichetta sui prodotti alimentari è regolata da una normativa europea, che detta i parametri e le modalità in cui i dati vanno comunicati al consumatore: i paesi membri sono tenuti a monitorare la propria produzione e ad adeguarsi entro tre anni.

Fare la spesa è un’abitudine: se hai selezionato un prodotto di una certa marca, molto probabilmente continuerai ad acquistarlo, spesa dopo spesa.
Ma prima di sceglierlo hai controllato cosa contiene? Cosa sono tutte quelle sigle strane?
Da quello che mangi dipende la tua salute:

 ingredienti scadenti = malattie.

Visto che le etichette sui prodotti ci sono già, mentre attendiamo che le aziende si adattino alle nuove regole… perché non iniziare a fare esperienza fin da ora?

 

Come leggere l’etichetta di un alimento

Nella lista degli ingredienti compare prima ciò che è presente in quantità maggiore. E’ per questo motivo che gli additivi sono sempre (fortunatamente) in fondo all’elenco: perché, essendo molto nocivi, sono consentiti in quantità ridotte. Spesso vengono citati col nome in codice: la lettera E seguita da un numero compreso tra 100 e 1000.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ne stima circa 2000: di questi, 350 (divisi in 26 categorie) sono quelli di cui l’Unione Europea ha autorizzato l’uso. Per ognuna di queste sostanze additive la legge stabilisce la cosiddetta Dose Giornaliera Ammissibile (DGA), ovvero la quantità che la popolazione adulta può assumere in modo sicuro durante l’arco della giornata.

 

I coloranti

Sono i trattamenti cosmetici del cibo: servono a dare all’alimento un aspetto di freschezza ed integrità, per renderlo più appetibile ed acquistabile. 
Nella quasi totalità dei casi si tratta di molecole di sintesi, particolarmente dannose per i più piccoli: alcune ricerche hanno evidenziato che il consumo giornaliero di alcuni gialli e rossi riduce le capacità intellettive dei bambini.

La numerazione dei coloranti è compresa tra 100 e 200 e solo un paio di essi (E100, E120) sono di origine vegetale (e quindi innocui).
Ecco una pratica tabella dei coloranti per conoscerli nel dettaglio.

 

Gli aromatizzanti

Non compaiono con codici numerici ma con la dicitura aromi naturali o semplicemente aromi. Ne primo caso significa che almeno il 95% della sostanza è di origine vegetale, nel secondo caso invece si tratta di sostanze sintetiche.

 

I conservanti

Sono aggiunti agli alimenti come antimuffa: sono piuttosto pericolosi perché tendono a combinarsi, tra di loro o anche con innocue molecole vegetali, aumentando la tossicità di quanto ingerito.
I più comuni sono l’acido benzoico e di suoi sali (dall’E210 all’E219) ed i solfiti (E221-E228), comparsi di recente sull’etichetta di molti vini.

Lo sapevi? Se il vino contiene solfiti, sono sufficienti tracce di frutta a guscio o altri alimenti  pressoché innocui per scatenare in chi lo beve crisi allergiche anche gravi! 
Decisamente meglio acquistare prodotti senza conservanti….

 

E altre schifezze chimiche…

Se ti interessa approfondire l’argomento leggi tutto l’articolo da cui ho preso spunto
> Etichette: come leggerle? <
Troverai altre preziosissime informazioni per avere ben chiaro cosa contiene quello che mangi, oltre ad un elenco, per la verità molto breve, di sigle numeriche che sembrano sostanze sintetiche ed in realtà sono molecole del tutto naturali.

Buono a sapersi!

Lo sai qual’è il colore naturale del prosciutto appena cotto? Grigio!!! 
                               Anche se non sembra molto appetibile agli occhi… lo è molto di più per lo stomaco!

   

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *