La gentilezza è un boomerang

Scritto il 16 apr 2012 a Vivere in armonia col mondo | 0 commenti

Ma com’è che quando uno cerca di essere gentile il 90% delle volte succede che le persone lo guardano storto o addirittura lo maltrattano?

La mattina sono decisamente uno zombie e traslocare dal letto al bagno mi costa veramente fatica: tuttavia stamane mi sono orgogliosamente alzata un’ora prima del solito.
Nonostante fossi un po’ intontita mi sentivo di ottimo umore e, visto che ero in forma, ho deciso di ribaltare l’ordine della giornata e di uscire il prima possibile per la spesa.

Da 1 a 10:
Sicurezza che il supermercato fosse già aperto: 6
Voglia di rifare i letti: 2
Flessibilità al pensiero di dover attendere al bar: 9

Arrivo ed il parcheggio del supermercato è affollato: delusione.
Ed io che già speravo di concludere la giornata tronfia del mio essere stata mattiniera…

Comunque. Non sarà questo a buttarmi giù: dopotutto, essere di buon umore ad aprile, dopo una settimana di pioggia e temperature in ribasso… è manna dal cielo.
Chi è meteoropatico può confermare.

Sotto la pensilina, un po’ per gentilezza, un po’ perché le mie giunture sono ancora in fase di risveglio, lascio il primo carrello disponibile ad una signora trafelata, che nemmeno mi ringrazia e quasi mi travolge, tanta è la sua fretta di entrare.

Al banco della frutta mi soffermo con calma a controllare che le mele non siano ammaccate. Sento uno sbuffo impazientito: è una nonnina che, senza chiedere permesso, chissà da quanto attende che io mi sposti.
“Ah! Mi scusi, non mi ero accorta! Ecco, prenda queste, le ho controllate.”
Nessuna parola, solo un’occhiata di sospetto. E mentre mi allontano vedo che in default ripone la confezione e ne prende un’altra, borbottando ed aguzzando la vista per scandagliarne meglio il contenuto.

Arrivo nella zona delle farine e trovo un signore: sembra in difficoltà nella scelta della confezione giusta.
“Le serve una mano?”
“Eh, prova a leggere qui che ho dimenticato gli occhiali” (traduzione dal dialetto bresciano)
“Farina integrale di farro, ideale per…”
“No no, l’è mìå chestå” (Non è questa)
“Cosa sta cercando?”
“Eh, ma sa regorde mìå chel che ma dìt me moèr… ah, àdå che l’è rìadå” (Non mi ricordo quello che mi ha detto mia moglie, ah eccola, è arrivata)
La signora delle mele. Mi guarda con sospetto. Prende la confezione di farina dalle mie mani e senza staccarmi gli occhi di dosso la ripone sullo scaffale.
Poi mi sposta il carrello e dà dell’incapace a suo marito.
Mi defilo e proseguo la mia spesa.

Mentre sto per arrivare alla cassa 11 dall’altoparlante la voce informa: “Apre la cassa 12”.
Allungo il carrello con calma e sono la prima della fila, almeno per pochi istanti.

Da dietro sbuca la signora trafelata, che con un dribbling mi supera e depone fette biscottate, pane ed altre cose sulla cassa.
Sono esterrefatta: scansa il mio carrello e va a recuperare il suo, rimasto in fila alla cassa 2. Arriva con un carico enorme, pattinando sul pavimento che non le concede attrito.
Mi scosto un poco e la lascio passare.
A bocca aperta, con un’espressione completamente ebete, non riesco a distogliere lo sguardo dalla sua acconciatura: nemmeno un capello fuori posto.

La cassiera la guarda interdetta e mi regala un sorriso complice.
La signora si accorge e, intimamente convinta di essersi comportata nel modo giusto, mi rifila un bel: “Anche io quando ero disoccupata non avevo fretta”.

Sarà l’abito (giacca a vento, jeans larghi e Vans) a farmi apparire senza prospettive ed impegni?

“Mi devo ricordare di non venire più a quest’ora a fare la spesa”: lo sforzo che faccio per evitare di dirlo ad alta voce è grande. Ma poi a che servirebbe?
Certe donne pensano che le donne sanno essere gentili solo in due casi: quando hanno buon tempo da perdere oppure un tornaconto personale da esigere.

E mentre carico la spesa mi viene in mente di quando mi è capitato di essere gentile con certi uomini: quelli che fraintendono, ti si appiccicano e te li scolli solo quando trovano un’altra gentile da assediare.

Sono convinta che, nel lungo periodo, la gentilezza sia un boomerang: ricevi quello che dai.
Nel breve periodo però buona parte delle volte quell’aggeggio risulta essere difettato: lui indietro ci torna sempre… ma che dolori!

Se fate sforzi enormi per essere sempre gentili nonostante tutto.. non perdete comunque le speranze! A volte è sufficiente un gesto gentile e gratuito per cambiare la giornata di una persona, anche la vostra.

Effetto boomerang

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