Conosci le tue passioni?

Scritto il 8 Ago 2012 a Rispettare mente e spirito | 6 commenti

Qualche hanno fa avevo un bel lavoro a tempo indeterminato, avevo la possibilità di viaggiare e ricoprivo un ruolo che la maggior parte delle persone mi invidiava, un capo perennemente distratto, colleghi tutto sommato piacevoli.
Ripetevo a me stessa che avrei dovuto sentirmi una privilegiata, e tuttavia avevo la costante sensazione che qualcosa non andasse.

Per molto tempo mi sono arrovellata sulla questione: tentavo di autoconvincermi che quello… sì, è il mio posto! Ne sono certa! … mmm… ne sono certa?
Non trovavo sensato il pressante bisogno di lamentarmi e provavo un pesante senso in colpa nei confronti di chi aveva inviato il curriculum e non era stato scelto, nei riguardi di tutti quegli amici che cercavano lavoro da mesi senza successo, nei confronti di chi passava 8 ore in fabbrica e guadagnava meno di me.
L’inspiegabile disagio che ogni giorno provavo in quell’ufficio era come polvere, ed io la nascondevo sotto il tappeto.

Ho negato il mio tormento interiore con accanimento, relegandomi in una sterile situazione di immobilità.
Ho retto la pressione psicologica per qualche anno.
Poi, ad un certo punto, non ce l’ho più fatta.
Mi sono arresa all’evidenza ed ho smesso di forzare gli eventi.
Ho lasciato che la vita mi portasse dov’era giusto: ho imparato ad accettare l’evolversi delle situazioni, soprattutto quelle negative; ho lavorato sul mio personale equilibrio rigidità-flessibilità, iniziando a predisporre sempre un piano di riserva (B, C, D, E…) che fosse accettabile tanto quanto il piano A e cercando il lato positivo in ogni frammento di vita.

Primo sintomo della mia libertà psicologica è stata la gravidanza: un’esperienza che avevo sapientemente programmato verso i 35 anni, e che invece, seppur carica di difficoltà, mi ha salvata dandomi la forza di mandare all’aria l’abbozzo di una carriera che in fondo non mi avrebbe reso felice.

Lavorativamente parlando, non sapevo che fine avrei fatto: Beati coloro che hanno delle forti passioni – pensavo – e che riescono a mettere a frutto i propri talenti.
Fino a due anni fa non avrei mai detto di avere passioni, e nemmeno talenti che fossero facilmente spendibili.
Anzi, ero proprio convinta di non avere nessuna delle due cose.
L’unica cosa che sapevo era che quella direzione, che per un po’ era andata bene, ad un certo punto aveva smesso di essere quella giusta.

Ed ho capito, non senza difficoltà, che la vita è un percorso che si rinnova: un viaggio in cui mai tirare i remi in barca, perché ogni tanto succede che, senza alcun motivo specifico, ci si trova inevitabilmente a mettere in discussione tutto, a ridefinire pazientemente la meta.
Dopo tanti smazzamenti psichici (perlopiù inutili) e tanti esercizi pratici, ho semplicemente iniziato ad ascoltare la mia vocina interiore.. e poco alla volta ho capito di essere normale: che liberazione! anche io ho delle passioni!
La mia definizione di felicità (versione 2010-2012) recita così: scova le tue passioni, trova il tempo per praticarle ed organizzati per metterle a frutto (anche economicamente).

E che cos’è la passione, se non qualcosa a cui teniamo molto e che però ci irrita notevolmente per come si trova allo stato attuale? Una passione non praticata è come una larva che non diventa mai farfalla… una cosa contro natura!
Ecco un esercizio pratico che mi ha aiutato, e periodicamente mi aiuta ancora, a fare brainstorming per focalizzare l’attenzione sulle cose che veramente voglio fare nella vita (e non su quelle che penso di voler fare).

Rispondi a queste cinque domande:

1 > Quali sono gli argomenti per i quali, a prescindere dal lavoro che fai, ti consideri un esperto?

2> Quali sono le attitudini e le abilità, pratiche, psicologiche o relazionali, nelle quali hai oggettivamente del vero talento?

3> Cos’è quella cosa che, quando la fai, ti fa perdere il senso del tempo tanto che non smetteresti mai di farla?

4> Se sapessi che puoi guadagnare facendo quello che ti piace, saresti pronto a raccogliere l’energia per provarci?

5> E saresti contento di farlo anche se non fosse previsto alcun guadagno economico? (Ovvero: la tua motivazione va oltre il lato economico?)

Metti insieme il tutto e semplicemente fai 2+2.
Non accontentarti di rispondere mentalmente! Prendi carta e penna e scrivi: conservare le tue risposte nel tempo ti aiuterà a percepire la tua vita per quello che effettivamente è: un sensato percorso di crescita, in cui ogni singolo evento è estremamente necessario al funzionamento del tutto.

Buon lavoro!

Però sai qual è la cosa stupenda? È che il cambiamento può essere così costante che non senti nemmeno la differenza fino a quando non cambia tutto. Può essere un processo così lento che non ti accorgi che la tua vita è meglio o peggio finché non è diversa. Oppure il cambiamento può essere radicale e tutto è diverso in un attimo. È capitato così a me.                                                         (Kevin Kline nel film L’Ultimo Sogno di Irwin Winkler)

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6 commenti

  1. 9-8-2012

    Brava! Anche io ho riscoperto le mie grandi passioni – leggere e scrivere – con la gravidanza, quando mi sono fermata a pensare a cosa volevo fare davvero nella vita e a come potevo conciliarlo con il mio essere mamma. Mi sono posta domande molto simili a quelle che proponi tu nel post, e si sono rivelate utilissime!
    Ho scoperto il modo più adatto a me per mettere a frutto le mie passioni, e farle diventare un vero lavoro, che mi rende davvero felice e adesso, pian piano, tutto sta cambiando 🙂

    • 9-8-2012

      Grazie Adele per il tuo contributo! In effetti credo di aver descritto una situazione che accomuna molte donne.. e spero davvero di aver ispirato anche chi semplicemente è in cerca della propria strada.. e di bimbi non ne ha! Un abbraccio 🙂

  2. 17-8-2012

    Graziee!Mi e' piaciuto questo esercizio e mi ha aiutata a capire come e dove continuare a puntare. La' dove c'e' il talento si esprima la nostra anima.

  3. 12-11-2015

    Sono bloccata alla domanda 1 non so cosa rispondere

  4. 12-9-2016

    E grazie, così è troppo semplice! Dimmi cosa devo fare se:
    1) Non sono esperta in niente
    2)non ho nessuna attitudine o abilità, pratica, psicologica o relazionale nelle quale ho oggettivamente del vero talento
    3)non trovo nessuna cosa che, quando la faccio, mi fa perdere il senso del tempo tanto che non smetterei mai di farla, ecc.
    Come si trova la propria passione quando non c’è niente che davvero interessi o appassioni molto?
    Quando ci si sente apatici, annoiati e disinteressati a tutto?

    • 14-9-2016

      In questo caso direi che devi fare un po’ di EFT per accrescere la tua autostima… un abbraccio!

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